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RAFFAELE LA CAPRIA - Letteratura e salti mortali - Sviluppo

Nella composizione letteraria, l’estetica non è solo legata allo stile scelto per la narrazione ma anche allo sviluppo della trama, delle sequenze narrative e degli eventi che sono creati dagli scrittori.

[…] negli anni Sessanta, con l’avanguardia e col contemporaneo arrivo delle scienze umane (strutturalismo), si cominciò ad affermare sempre di più un tipo di letteratura autoreferenziale che assegnava all’innovazione e alla sperimentazione estetiche una funzione assolutamente preponderante, e si arrivò a una vera e propria «istituzionalizzazione accademica del movimento moderno in generale» utilizzandone come materiali di costruzione prefabbricati tutti gli stili e tutte le forme […]. Così in Francia e poi in Italia (e però non altrove) questa sacrosanta attenzione alla struttura diventò non più soltanto un fatto espressivo, ma un procedimento per alimentare un nuovo genere di produzione narrativa dove, proprio come aveva detto Poe, «nessuna parte era dovuta al caso o all’intuizione» e tutto si sviluppava con la precisione di un problema matematico. La composizione diventò una specie di estetica applicata, l’opera – aperta o chiusa che fosse – si trasformò in un’operazione letteraria, calcolata per esser tale, analizzata e apprezzata come tale. Si parlò più delle tecniche del romanzo, degli aspetti e artifici del romanzo, che della sua necessità poetica, più di ideologia letteraria che di letteratura, più di “scritture” che di narrazione.

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