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PINK FLOYD - The wall - Wall II

Materiale fornito dalla scuola.
Raccontare la trama e la storia di The Wall non è un compito facile.

Nel 1979 Roger Waters, bassista dei Pink Floyd, firma un concept album magnifico da cui nel 1982 fu realizzato un film. The Wall si potrebbe definire un’anti-fiaba. Un febbrile monologo interiore che svela il lato bizzarro e oscuro del destino del protagonista. Incapace di amare, di slanci, ammanettato a una mortifera apatia. Il muro che lo circonda è il muro dell’incomunicabilità, l’emblema della sua solitudine ineludibile. La sua angoscia nasce dalla consapevolezza di non riuscire a trovare una via di uscita, di non poter superare il muro che allunga sul suo destino l’ombra di una incolmabile e netta incapacità di esistere. Roger Waters sviluppa l’idea partendo dalla metafora del muro, inteso come barriera che ognuno di noi innalza per difendersi dalle difficoltà della vita, ma anche come strumento con cui le autorità soffocano le voci scomode. Sia l’album che il film vanno ascoltati e visti tutto di un fiato.

Il tema fondamentale di The Wall è la lotta impari dell’individuo per inserirsi in una compagine che da una parte lo invita, o così sembra, e dall’altra lo emargina e lo esclude. Tre sono i mattoni che nel corso della sua vita Pink porrà tra sé e gli altri: la madre, la scuola, la moglie. Richiami e assonanze, nel sentimento di alienazione e tristezza interiore avvicinano Pink alla figura letteraria dell’Amleto. The Wall non è solo una autobiografia in musica, è qualcosa di più sottile e complesso. È un lavoro teatrale-drammaturgico pieno di sospiri, di pathos e poesia. Il dramma, la ricerca, la rinuncia a vivere sono i mattoni che compongono il muro di Pink-Waters e il loro disgregarsi renderà l’autore finalmente libero.

Pink nello scorrere del film (e della musica) ha una domanda Is there anybody out there? C’è qualcuno là fuori? Come Leopardi, guarda oltre la siepe e immagina l’infinito, così Pink (una volta eretto il muro intorno a sé) si interroga sull’ignoto che sta oltre il muro. Una delle ultime canzoni è The trial (Il processo): il giudice interiore emette la sentenza, il muro di Pink deve essere abbattuto e grida Tear down the wall!

Pink è finalmente libero.

Roger Waters su The Wall ha detto: “ … parlo dei cicli dell’esistenza, un artista usa la sua arte per indagare intorno a se stesso. È ineludibile. Ma quello che trova nell’indagine riguarda anche gli altri. Non si racconta ma gira attorno ad aspetto della realtà dove è stato protagonista. Indaga per conoscersi e per conoscere.”

Il muro, dunque, è di tutti.

THE WALL
TRAILER https://www.youtube.com/watch?v=PEQEgpyrQ3Q

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