Con il termine forma, identifichiamo una pluralità di aspetti in arte. Dall’oggetto visto nella sua complessità tridimensionale, fino alla linea disegnativa o pittorica che determina i confini della forma bidimensionale (Dipinto o Grafica ).
La forma appartiene ad una dei sette elementi dei linguaggi visivi che un’artista utilizza per comporre un’opera d’arte .
Ad essa includiamo, superfici, linea, valore, colore, struttura spazio, che sommate danno luogo a svariate forme ( geometriche e organiche ).
Le forme geometriche: sono riconducibili al cubo e alla piramide, cilindro e cono; il cerchio ad esempio diventa una sfera in tre dimensioni, un quadrato diventa un cubo, un triangolo una piramide.
Tali forme geometriche le possiamo riscontrare in architettura, la sfera diversamente, ai pianeti e alle bolle di sapone.
Forme organiche: sono quelle a flusso libero, curve nervose e non simmetriche es. (fiori, rami, foglie), tali elementi naturalistici, hanno influenzato l’architetto spagnolo Antoni Gaudì (1852-1926).
Forme in scultura: la peculiarità di tale linguaggio è quella di offrire più punti di osservazione, rispetto alla pittura e alla fotografia.
Tali forme plastiche si esprimono in alto e basso rilievo e a tutto tondo; in passato utilizzata per effigiare personaggi della storia passata, nell’arte contemporanea, la forma da chiusa diventa aperta, dilatandosi nello spazio espositivo.
Spesso con l’uso di materiali poco convenzionali, tali forme inducono ad una riflessione concettuale, non solo contemplativa.
Pablo Picasso uno dei maggiori artisti del secolo scorso assieme ad Henry Moore, sono gli apripista di questa nuova indagine spaziale, si parla di “bio-forma” da bio-vita, morfica forma.
Disegno e pittura
Sia nel disegno che nella pittura, l’illusione della forma tridimensionale viene ottenuta tramite l’uso del chiaroscuro e della resa tonale.
La forma contenuta nel profilo esterno di un oggetto, con la luce, se ne accentua il valore plastico e illusorio, es. ipotizzando una forma di luce su una sfera, avremo vari gradienti chiaroscurali, massima illuminazione nella zona colpita dalla luce, tono medio centrale, ombra sul lato opposto alla luce.
Storicamente, la pittura ha progredito da una visione piatta (priva di profondità bidimensionale ), ad es.
la pittura Egiziana, figure viste frontalmente con il volto e i piedi visti di profilo.
Cosa diversa accade nel rinascimento con l’invenzione della prospettiva, che squarcia la superficie nel supporto pittorico, offrendo all’ osservatore una realtà tangibile.
Nel barocco, in particolar modo con Caravaggio (1571-1619) si concretizza la forma dello spazio mediante l’uso di un forte chiaroscuro, pensiamo ai forti contrasti di luce e ombra dove la forma umana si staglia rivelandosi nella sua crudezza più vera.
Nel 900 la figura di Picasso, rompe la forma compositiva tradizionale accademica, con il cubismo; scompone lo spazio convenzionale, riducendolo a geometrie prive di connotazioni naturalistiche.
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