I personaggi e la forma in Luigi Pirandello.
La forma è la maschera, l’aspetto esteriore che l’individuo-persona assume all’interno
dell’organizzazione sociale per propria volontà [...] o perché gli altri così lo vedono e lo giudicano:
è nella forma che l’individuo-persona diventa personaggio.
La forma è determinata dalle convenzioni sociali, dalla ipocrisia, che è alla base dei rapporti umani,
regolati più dall’egoistica valutazione di vantaggi e svantaggi o da meschine preoccupazioni per i
propri interessi, che da un vero attaccamento ai grandi valori. L’illusione nella quale vivono i
personaggi viene scoperta e messa a nudo attraverso una riflessione che scompone ogni cosa fin nei
suoi aspetti più nascosti e che i personaggi stessi non oserebbero confessare.
Più rigida è la forma-maschera, più l’uomo si allontana dalla verità, dalla realtà, dalla normalità.
[...]
Quando il personaggio scopre di essere calato in una forma determinata da un atto accaduto una
sola volta e di essere riconosciuto attraverso quell’atto e identificato in esso, come può essere
identificato in centomila altri atti diversi ma tutti ugualmente soffocanti, cade in una condizione
angosciosa senza fine, perché si rende conto che
¨ – la realtà di un momento è destinata a cambiare nel momento successivo,
¨ – la realtà è un’illusione perché non si identifica in nessuna delle forme che gli altri gli hanno
dato.
Accanto alle centomila forme, che cambiano in continuazione, a seconda delle circostanze nelle
quali agisce, esiste una forma che incatena il personaggio per tutta la vita determinandone gli atti:
una forma che non cambia mai se non quando scompare il personaggio stesso. [...]
Forma uguale maschera
[...] I concetti di forma nelle novelle e nei romanzi e di maschera nella produzione teatrale sono
equivalenti.
È nella maschera che ritroviamo un contrasto più profondo fra illusione e realtà, fra l’illusione che
la propria realtà sia uguale per tutti e la realtà che si vive in una forma, dalla quale il personaggio
non potrà mai salvarsi.
La maschera è la rappresentazione più evidente della condanna dell’individuo a recitare sempre la
stessa parte, imposta dall’esterno, sulla base di convenzioni che reggono l’esistenza della massa.
Nella società l’unico modo per evitare l’isolamento è il mantenimento della maschera: quando un
personaggio cerca di rompere la forma, o quando ha capito il gioco, inevitabilmente viene
allontanato, rifiutato, non può più trovare posto nella massa in quanto si porrebbe come elemento di
disturbo in seno a quel vivere apparentemente rispettabile, in quanto sottomesso alle norme, ma
fondamentalmente condannabile, in quanto affossatore dei bisogni basilari dell’uomo.
- GIUSEPPE BONGHI - La Poetica di Pirandello, Introduzione generale - Forma Scarica
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