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GIUSEPPE BONGHI - La Poetica di Pirandello, Introduzione generale - Forma

I personaggi e la forma in Luigi Pirandello.

La forma è la maschera, l’aspetto esteriore che l’individuo-persona assume all’interno

dell’organizzazione sociale per propria volontà [...] o perché gli altri così lo vedono e lo giudicano:

è nella forma che l’individuo-persona diventa personaggio.

La forma è determinata dalle convenzioni sociali, dalla ipocrisia, che è alla base dei rapporti umani,

regolati più dall’egoistica valutazione di vantaggi e svantaggi o da meschine preoccupazioni per i

propri interessi, che da un vero attaccamento ai grandi valori. L’illusione nella quale vivono i

personaggi viene scoperta e messa a nudo attraverso una riflessione che scompone ogni cosa fin nei

suoi aspetti più nascosti e che i personaggi stessi non oserebbero confessare.

Più rigida è la forma-maschera, più l’uomo si allontana dalla verità, dalla realtà, dalla normalità.

[...]

Quando il personaggio scopre di essere calato in una forma determinata da un atto accaduto una

sola volta e di essere riconosciuto attraverso quell’atto e identificato in esso, come può essere

identificato in centomila altri atti diversi ma tutti ugualmente soffocanti, cade in una condizione

angosciosa senza fine, perché si rende conto che

¨ – la realtà di un momento è destinata a cambiare nel momento successivo,

¨ – la realtà è un’illusione perché non si identifica in nessuna delle forme che gli altri gli hanno

dato.

Accanto alle centomila forme, che cambiano in continuazione, a seconda delle circostanze nelle

quali agisce, esiste una forma che incatena il personaggio per tutta la vita determinandone gli atti:

una forma che non cambia mai se non quando scompare il personaggio stesso. [...]

Forma uguale maschera

[...] I concetti di forma nelle novelle e nei romanzi e di maschera nella produzione teatrale sono

equivalenti.

È nella maschera che ritroviamo un contrasto più profondo fra illusione e realtà, fra l’illusione che

la propria realtà sia uguale per tutti e la realtà che si vive in una forma, dalla quale il personaggio

non potrà mai salvarsi.

La maschera è la rappresentazione più evidente della condanna dell’individuo a recitare sempre la

stessa parte, imposta dall’esterno, sulla base di convenzioni che reggono l’esistenza della massa.

Nella società l’unico modo per evitare l’isolamento è il mantenimento della maschera: quando un

personaggio cerca di rompere la forma, o quando ha capito il gioco, inevitabilmente viene

allontanato, rifiutato, non può più trovare posto nella massa in quanto si porrebbe come elemento di

disturbo in seno a quel vivere apparentemente rispettabile, in quanto sottomesso alle norme, ma

fondamentalmente condannabile, in quanto affossatore dei bisogni basilari dell’uomo.

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