Materiale fornito dalla scuola.
Dietro lo specchio: l’influenza dei mass media nella diffusione del disturbo del comportamento alimentare, creando un muro con se stessi, la famiglia, la scuola e la società.
Dietro lo specchio ha un chiaro obiettivo. Parlare delle disfunzioni del comportamento alimentare (DCA), far conoscere da vicino una patologia definita come “post-moderna” ma che vive e si diffonde senza trovare grandi ostacoli, anzi “quando una patologia raggiunge una diffusione epidemica così rilevante significa che il condizionamento dei fattori socio-culturali è molto forte, per questo motivo la diffusione dei DCA non può essere compresa senza un’analisi del contesto socio-culturale complessivo entro cui essi si manifestano”. L’indagine di Giulia Santangelo è attenta e minuziosa: descrive la patologia e ne evidenzia il carattere di “epidemia sociale”, di malattia mentale tra le più diffuse, tra le più insidiose e difficili da capire, un disturbo psichiatrico che può essere letale; dimostra l’indiscutibile rapporto tra i media e la patologia, in particolare l’influenza del grande, persuasivo, suggestivo, emotivo potere della pubblicità; sottolinea l’importanza delle campagne di sensibilizzazione per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica a una corretta visione della patologia stessa e alle possibilità di intervento per la guarigione.
Cosa sono i disturbi alimentari
I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono patologie caratterizzate da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. Insorgono prevalentemente durante l’adolescenza e colpiscono soprattutto il sesso femminile. I comportamenti tipici di una persona che soffre di un Disturbo del Comportamento Alimentare sono: digiuno, restrizione dell’alimentazione, crisi bulimiche (l’ingestione una notevole quantità di cibo in un breve lasso di tempo accompagnata dalla sensazione di perdere il controllo, ovvero non riuscire a controllare cosa e quanto si mangia), vomito autoindotto, assunzione impropria di lassativi e/o diuretici al fine di contrastare l’aumento ponderale, intensa attività fisica finalizzata alla perdita di peso. Alcune persone possono ricorrere ad uno o più di questi comportamenti, ma ciò non vuol dire necessariamente che esse soffrano di un disturbo alimentare. Come si vedrà più avanti ci sono infatti dei criteri ben precisi che definiscono cosa si intende per “disturbo del comportamento alimentare.
I principali Disturbi del Comportamento Alimentare sono l’Anoressia Nervosa e la Bulimia Nervosa; altri disturbi sono il Disturbo da Alimentazione Incontrollata) (o Binge Eating Disorder; BED), caratterizzato dalla presenza di crisi bulimiche senza il ricorso a comportamenti di compenso e/o di eliminazione per il controllo del peso e i Disturbi Alimentari Non Altrimenti Specificati (NAS), categoria utilizzata per descrivere quei pazienti che, pur avendo un disturbo alimentare clinicamente significativo, non soddisfano i criteri per una diagnosi piena.
Soffrire di un disturbo alimentare sconvolge la vita di una persona; sembra che tutto ruoti attorno al cibo e alla paura di ingrassare. Cose che prima sembravano banali ora diventano difficili se non impossibili e motivo di forte ansia, come andare in pizzeria o al ristorante con gli amici o partecipare ad un compleanno o ad un matrimonio. Spesso i pensieri sul cibo assillano la persona anche quando non è a tavola, ad esempio a scuola o sul lavoro terminare un compito diventa difficilissimo perché sembra che ci sia posto solo per i pensieri su cosa si “debba” mangiare, sulla paura di ingrassare o di avere un’abbuffata.
Solo una piccola percentuale di persone che soffre di un disturbo alimentare chiede aiuto. Nell’Anoressia Nervosa questo può avvenire perché la persona all’inizio non sempre si rende conto di avere un problema. Anzi, l’iniziale perdita di peso può portare la persona a sentirsi meglio, a ricevere complimenti, a vedersi più magra, più bella e a sentirsi più sicura di sé. In genere sono i familiari che, allarmati dall’eccessiva perdita di peso, si rendono conto che qualcosa non va, tuttavia spesso, quando chiedono spiegazioni, si possono trovare nella difficile situazione di essere insultati o liquidati con frasi del tipo “non ho nessun problema …sto benissimo!”
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