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Trasformazione II

La classe coinvolta nel progetto è la 2A della scuola secondaria di primo grado G. Mompiani di Brescia. L'Unità di apprendimento è stata svolta in classe, nei gruppi di lavoro e, nei due momenti iniziale e conclusivo, con gli esperti on line.

La scelta della parola da parte dell’insegnante è stata dettata prevalentemente dalla fascia d’età nella quale si trovano i ragazzi e le ragazze, poiché è un periodo di forte cambiamento e di passaggio evolutivo sia mentale sia fisico e l’idea di approfondire il concetto di trasformazione in tutte le sue sfaccettature può essere un buon punto di partenza per una riflessione anche su se stessi.

Come: il percorso didattico si è articolato nelle 4 fasi proposte dall'approccio filosofico PATHS - Per Parole.

Fase preparatoria/esplorativa: con la guida dell’esperto, i ragazzi e le ragazze hanno costruito un brainstorming molto ricco, spaziando attraverso l’ambito scientifico - trasformazione tecnologica, chimica (i passaggi di stato), fisica, biologica, con le regole e le leggi che le governano - quello geografico e storico - trasformazione del paesaggio, cambiamenti climatici, trasformazioni sociali e culturali - quello linguistico. Sono poi passati all'analisi della trasformazione in se stessa - che può essere positiva o negativa, agìta o subita, che può richiedere un adattamento o un nuovo punto di vista. E poi hanno dato degli esempi concreti: la guerra provoca trasformazioni, crescere vuol dire trasformarsi, può esserci evoluzione o distruzione in una trasformazione, così come arricchimento o impoverimento.

Per la distribuzione dei testi si è deciso di assegnare un diverso autore a ciascun gruppo: Maurilia, da Le città invisibili di Calvino, un brano dal Leviatano di Hobbes, da Umano, troppo umano di Nietzsche e da La struttura delle rivoluzioni scientifiche di Kuhn. Durante la fase di lettura i ragazzi sono stati invitati ad individuare nel testo quello che pensavano l’autore volesse dire a proposito del concetto di trasformazione. La complessità dei testi scelti è sempre uno stimolo al ragionamento condiviso, alla ricerca collettiva di uno o più significati sia realmente veicolati dall’autore sia intuiti o ricavati dal testo in connessione con le conoscenze e i vissuti dei ragazzi e delle ragazze che leggono in quel momento, soprattutto dopo quanto evocato dal brainstorming. In seguito ciascun gruppo ha elaborato una propria definizione di trasformazione, relazionandosi con il testo come se fosse un compagno che aveva espresso la propria idea. Interessante l’affermazione che la trasformazione possa anche comportare un apprendimento, ad esempio nella capacità di ascoltare gli altri o di cambiare le proprie idee e opinioni.

Un esercizio aggiuntivo di esplorazione del termine è stato proposto con la Thinking Routine (Le Thinking Routines sono prodotto del gruppo Project Zero dell’Università di Harvard) “Step Inside”: utilizzando il testo di Ovidio sulla metamorfosi di Aracne, i ragazzi e le ragazze hanno provato ad immedesimarsi in un personaggio o un oggetto presente nel mito per vedere il racconto e comprenderne i significati da più punti di vista. Anche in questo caso il testo, letterario, ha fornito il pretesto per un approfondimento sulla varietà di significati del termine. [DURATA 5 ORE]

Fase laboratoriale: i gruppi hanno progettato, sulla base della definizione condivisa, il proprio elaborato/prodotto, che rappresentasse l’idea emersa dalle conversazioni. Ciascuno si è espresso con modalità differenti: chi ha preferito usare gli strumenti multimediali; chi ha costruito il plastico di una città che, capovolta, diventa un’area di campagna con una fattoria; chi ha costruito una struttura mobile sospesa con vari elementi della propria definizione e infine chi ha scelto di rappresentare la propria idea con delle brevi scenette. Parte dell’attività è stata svolta dai gruppi a casa. [DURATA 3 ORE]

Fase valutativa: i gruppi hanno condiviso il proprio percorso e l’elaborato/prodotto con la classe e con l’esperto INDIRE on line. Le definizioni di trasformazione che sono emerse dai lavori hanno riguardato la trasformazione geometrica da figura piana a solida, con la costruzione di un cubo, e un video che rappresenta la trasformazione della moda dagli anni ‘20 ad oggi; la trasformazione del paesaggio e dell’abitato con l’ampliamento delle zone urbane e quindi con il cambiamento dei ritmi di vita delle persone; la trasformazione come capacità di apprendere nel corso degli anni nuovi contenuti e nuove abilità, insieme alla trasformazione come vero e proprio cambiamento di forma dal bruco a farfalla. Il filo conduttore di tutte le idee è stato che “tutto si trasforma nel tempo” e l’accezione data dai ragazzi all’idea è stata nel complesso sempre positiva.: trovare qualcosa di buono in ogni cambiamento.

Un ulteriore elemento di valutazione/autovalutazione del percorso è stato lo svolgimento della Thinking Routine “Compass Points”, che richiede una riflessione sul percorso fatto, attraverso i quattro punti cardinali, identificati nelle seguenti parole: Est - Entusiasmo (Cosa mi ha entusiasmato?), Ovest - Ombre (Quali difficoltà ho incontrato?), Nord - Necessità (Cosa mi può servire per lavorare meglio?), Sud - Suggerimenti (Di cosa terrò conto la prossima volta per lavorare meglio?).

Ecco alcuni esempi:

E -E’ stato interessante scoprire quante cose nasconde un vocabolo che non usiamo così spesso. E anche quante facce nasconde in base a come viene interpretato.

E -Mi ha entusiasmato molto la partecipazione dei miei compagni dove un po’ tutti, alla loro maniera, hanno parlato dando molte idee su quel che si poteva fare.

O -Ho avuto difficoltà a capire il perchè di quello che stava dicendo Hobbes, in quanto anche se il testo era corto l’ho trovato molto complesso, infatti la definizione era lì chiara e tonda, mentre il perchè era in fondo alla Fossa delle Marianne.

O -La gestione del tempo. Sembra sempre tanto e alla fine non basta mai.

N -Mi servono dei compagni che si mettano in gioco, che tirino fuori le idee.

N -Per lavorare meglio mi serve uno stato d’animo di gruppo più sicuro di sé perché ci abbattevamo troppo spesso.

N -Avrei avuto bisogno di essere ascoltato un pochino di più.

S -La prossima volta terrò conto di che ruolo vorrei avere nel gruppo.

S -Per rendermi soddisfatta devo mettermi alla prova. Nessuno è felice di un lavoro che compie se è certo che riuscirà a farlo perché è troppo banale. Io tento le cose difficili per poi congratularmi.

S -Credo si debba trovare un modo “fluido” di lavorare, nel senso che bisogna mettere subito delle “fondamenta” all’idea e non aggiungere o cambiare ogni volta. [DURATA 2 ORE]

Quando: l’Unità di Apprendimento – in linea con quanto previsto dalle Indicazioni Nazionali (2012) riguardo gli obiettivi specifici di apprendimento – è stata inserita nella programmazione annuale 2022/23 e realizzata ad Ottobre.

Dove: Istituto Comprensivo Centro 3, di Brescia, Scuola secondaria di primo grado G. Mompiani.


Presentazione in formato PDF Scheda di progettazione dell'Unità di Apprendimento

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