In “Umano, troppo umano”, Friedrich Nietzsche compie lo smascheramento delle ipocrisie in vari campi (morale, metafisico, arte e religione) e in fine della ragione per opera della ragione stessa. Tale smascheramento, secondo il filosofo, porterà a un’importante trasformazione delle opinioni comuni e condivise di una cultura ormai in decadenza.
Morale dell'individuo maturo. — Sino ad ora si è considerato come vero segno distintivo dell'azione morale l'impersonalità; ed è dimostrato che all'inizio fu la considerazione dell'utile generale quella in base alla quale si lodavano e onoravano tutte le azioni impersonali. Non dovrebbe forse essere imminente un'importante trasformazione di queste opinioni, ora che sempre meglio si comprende come proprio nella considerazione più personale possibile sia anche la massima utilità collettiva, sicché proprio l'agire strettamente personale corrisponde all'attuale concetto di moralità (come utilità generale)? Far di sé una persona completa e, in tutto quanto si fa, tener presente il massimo bene di essa: questo porta molto più in là che non i compassionevoli moti e azioni in favore degli altri. Noi tutti siamo ancora affetti da una troppo scarsa considerazione di quanto in noi è personale, esso è malamente sviluppato — confessiamocelo: il nostro spirito ne è stato distolto con la forza, e offerto in sacrificio allo Stato, alla scienza, a quanto abbisognava di aiuto, come se fosse il male che doveva venir sacrificato. Anche adesso noi vogliamo lavorare per il nostro prossimo, ma solo per quanto in questo lavoro troviamo il nostro vantaggio più alto, né più né meno. Dipende solo da quel che si intende per proprio vantaggio; sarà l'individuo immaturo, primitivo, rozzo, a intenderlo anche nella maniera più rozza.”
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